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bardia e alla Mirandola. – Condizioni di Genova sotto i Fran

cesi. – Giulio move l'armi per cacciarli (giugno 1510). X. Armamenti e fuorusciti in Civitavecchia. Sei galèe romane, e diciassette veneziane. – I nostri bloccano

Genova. – Le Caracche. – Posizioni del blocco (luglio 1510). XI. – Ordinanza del capitano Piergianni per rompere il blocco. – Giuoco delle barche armate e dei legami. – Ritirata dei nostri. – L'arte antica e i suoi pregi. – La tattica secondo gli emergenti. – Vantaggi degli assalitori. – Discapito di chi non può muovere in ordine di battaglia. XII. – Le artiglierie usate in queste fazioni (luglio 1510). – Origine del cannone, e perchè chiamato Pezzo. – Nomi arbitrari delle artiglierie nei primi tempi. – Forme e composti diversi, ed a più canne. – Magnificenza degli ornati. – Criterio logico del nuovo ordinamento a multipli. – I tre gemeri, e le specie subalterne delle artiglierie. XIII. – Ritorno e armamento maggiore sopra Genova. – Rassegna alla foce del Tevere. – Donativo. – Giulio s'imbarca ad Ostia, scende in Civitavecchia, e va in Lombardia. – Le due armate a Portovenere. Combattimento sotto vela su due linee parallele. – Ardimento di Giano Fregosi. – Ritirata (settembre 1510). – Genova caccia i Francesi. XIV. – Capitoli col capitan Giovanni da Biassa per la guardia del mare contro i pirati (15 settembre 1511). XV. – Considerazioni sui capitoli. – Forza delle galèe e dei brigantini. – Soldi, razioni, specchio. XVI. – Tassa del due per cento. – Servigio di guerra, di dogana, e di polizia. – Freno alle rappresaglie. – Metodo per duplicare la forza dell'armamento. – Rifacimento dei danni. – Proibizione dei moli. Amici e nemici. – Malfattori al remo. Missioni straordinarie. XVII. – Concilio di Laterano. – Richieste dei padri, e trattati di lega contro i Turchi. – Documento (3 maggio 1512). – Apparecchi per la spedizione. – Morte di papa Giulio (21 febbraio 1513). – Fine del Biassa.

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I. – Morto papa Alessandro Borgia, e in men d'un mese andatogli appresso Pio III dei Piccolomini, salì al supremo seggio nel primo giorno di novembre dell'anno medesimo il cardinal Giuliano della Rovere, nipote di Sisto IV, e vescovo Ostiense, che si fece chiamare Giulio II. Più volte nei libri precedenti ho parlato di lui: e senza ripetere a sazietà ciò che tutti sanno, mi terrò ora contento a considerare l'applicazione del marzial suo genio alle cose del mare. Fin dal principio chiamò capitano dell'armata navale, ed intimo consigliere nelle marittime bisogne, Baldassarre da Biassa, prode uomo, di antica famiglia genovese, della quale ora non resta discendenza; ma soltanto nella riviera occidentale della Spezia, tra Marinasco e Pegazzano, il castello di originaria pertinenza chiamato Biassa; e nel blasone ligure presso a quel nome resta lo stemma segnato con un lione rampante in campo d'azzurro, sotto corona di marchese. Baldassarre, veterano della naval milizia, affine dei Fregosi, discendente di valorosi marini, e benemerito del cardinal Giuliano della Rovere per averlo trafugato da

Ostia a Savona, quando pericolosi frullavano i risentimenti borgiani, fu da lui medesimo (divenuto papa)largamente riconosciuto e nominato capitano del mareo. Modesto titolo, che in quei tempi scusava i più sonanti dei moderni ammiragli, e portava pari grandezza e maggiore autorità. Il capitano del mare, comandante supremo, nominava e toglieva gli ufficiali, faceva giustizia, a niuno cedeva eccetto al sovrano, e intorno alla sua persona adunava cinquanta o sessanta gentiluomini o capitani veterani, che formavano la sua casa militare. Insieme con questi mettete Giovanni, figlio e successore di Baldassarre, come vedremo”; metteteci Antonio della stessa famiglia o ; e poi Lorenzo degli Egidi, gentiluomo civitavecchiese”; e tre nobili anconitani, Gabrio Bonarelli, Galeazzo Fanelli, Melchiorre Acquieri”; e i due Mutini, Lorenzo e Girolamo"; e avrete in compendio, secondo il tempo, lo stato maggiore della marina. Con questi campioni papa Giulio si andava preparando alle imprese già di lunga mano meditate, infino a tanto che duravano i fastidi continui dei segni e contrassegni per ricuperare le rocche del Valentino; e più anche i fastidi delle guerre ancor vive tra Francesi e Spagnoli nel Regno. Col suo da Biassa, ora sulle galèe, ora sul bucintoro, navigava all'occasione pel Tevere e pel Tirreno ad Ostia e a Civitavecchia: mirava a Genova, attendeva il tempo opportuno, e faceva grande assegnamento sulla marina per venire a capo dei suoi divisamenti. Il Bembo, solenne conoscitore del Papa e delle sue tendenze, con un solo tratto di penna e da gran maestro scolpisce uno dei principali caratteri dell'animo di lui, non avvertito da altri: ciò è dire che l'unico diletto di Giulio, per riposo di stanchezza, era spaziare sur una barca pel mare". Paride de Grassi, prefetto delle domino Laurentio de AEgidiis, capitaneo triremium ad stipendia S. D. N., pro sua provisione duorum mensium. » ITEM, C. 4666, p. 146: « Die secundo decembris magnifico Laurentio de AEgidiis, capitaneo triremium, ducatos 900, pro eius provisione trium mensium. » ARCHIvIo Municipale di Civitavecchia. V. Indice, voce Egidi. * JULII PP. II, brevia Anconitanis, V. appresso nota 15, e 48. o JULII Pp. II, Introitus et Eacitus cit., Codice segnato C, 1666, p. 166: « Prima die Martii Laurentio Mutino, cap. truremium SSmi D. N. pro eius provisione duorum mensium ducatos 600. » CATAsto ad Sancta Sanctorum. Mss. p. 203, anno 1510: « Hyeronimus Mutinus capitaneus trium remium, pro quo solvit Hyeronymus de Picchis florenos quinquaginta pro anniversario animao ejus, sepultus in Ecclesia S. Augustini. GALLETTI, Inscript. Rom., Class. X, n. 7: « Laurentio Mutino.... in eamdem triremium praefecturam ab Julio II suffecto. » 7 BEMBUs, Histor. cit., 261 : « Julius tranquillo mari navicula eachilaratus, qua una ille re magnopere delectabatur. »

* UBERTUs FoLIETTA, Clarorum ligurum elogia, ap. BURMANN in Thesaur. I, I, 816: « Balthassar de Biassia complures annos, magna cum rerum gestarum gloria, sub Julio Il meruit, summae navalium rerum praefectus; quem Ioannes filius, duarum triremium dominus, aemulatus est. » GUICCIARDINI, Stor., lib. X, ediz. di Ginevra, in-4. 1645, p. 594: « Papa Giulio aveva fatto venire da Civitavecchia il Biascia, capitano delle sue galere. » FEDERICI, Abecedario delle famiglie nobili di Genova. Mss. consultato per favore dal ch. cav. Cornelio Desimoni. DIVERsoRUM, Codice dell'Arch. Genovese. Nominato: « Pellegrino da Blasia custode della darsena circa il 1432. » * BARTHoL. SENAREGA, De reb. genuen., S. R. I., XXIV, 602, c: « Triremis pontificia, cui Joannes Blacia praerat. » DOCUMENTo qui appresso, cap. XIv: « Johannes de Blaaria, nobilis januensis, praefectus et capitaneus generalis classis, S. R. E. » AgosTINO GIUSTINIANI, Annali di Genova, in-4, M537, p. 266, M: « Et una galera del Papa, capitano Giovanni di Biassia. » o GIUSTINIANI cit., p. 272, Q: « Et due gallere del Papa, le quali comandava Antonio de Biassia della Spezza. » “ JULII II, Introitus et Earitus Camer. Aplcao. ann. 1507-8. – ARCH. SECR. VAT., codice segnato C., 1664, p. 214: « Die trigesimo primo augusti ducatos seccentum auri de Camera magnifico

cirimonie, non ha omesso alcune volte di registrarne le navigazioni, specialmente quando si terminavano sul Tevere alla basilica di san Paolo, e gli andavano all'incontro i Cardinali”.

[1506.]

II. – L'ardente animo di papa Giulio, in quelle traversate, grandiosi e forti disegni mulinava: ed anzi tutto ricuperare gli stati della Chiesa romana, sbrattare dalle grandi città gli ostinati ribelli, e ridurre le provincie a più stretto legame colla capitale.

Ciò che Cesare Borgia aveva principiato con frode ed a privato vantaggio, voleva Giulio alla scoperta e per pubblico beneficio compiere. Trent'anni di cardinalato, e lunga esperienza nei grandi affari veduti, uditi, e trattati, davangli convincimento di giustizia nelle sue intenzioni: e per la dignità dello Stato, e per la quiete de popoli, pensava non dover più oltre tollerare l'oltracotanza dei baroni. Allora gli Estensi di Ferrara, i Bentivogli di Bologna, gli Ordelaffi di Forlì, i Manfredi di Faenza, i Riari di Cesena, i Malatesta di Rimini, gli Sforzeschi di Pesaro, gli Uffreducci di Fermo, i Varani di Camerino, i Vitelli di Castello, i Baglioni di Perugia, i Feltreschi di Urbino, i Colonnesi, gli Orsini, i Conti, i Savelli, i Gaetani, i Capizzucchi, i Cesarini, i Far

* PARIS DE GRAssis, Diar. Caerem., Mss. Bibliot. Casanat.,

XX, III, 3, 4, 5. Tom. primo, ad diem xVIII octobris, MDV: « SSmus D. N. ivit.... ad Civitatem veterem et Ostiam, tandem hodie decima0clava octobris, quae est dies sancti Luca, rediit ad Urbem per flumen Tyberis usque ad s. Paulum, ubi discendens ea navi obviaverunt ei duo reverendissimi domini Cardinales. »

IDEM, Mense augusti et novembris MDVII.

IDEM, Mense decembris, die XVII, MDVIII,

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