Corpi invasi e viaggi dell'anima: santità, possessione, esorcismo dalla teologia barocca alla medicina illuminista

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Viella, 2010 - 302 Seiten
Il Seicento fu, nella Chiesa italiana, un secolo enfatico e splendente, di fede militante, sovraccarica e sfarzosa. A celebrare e difendere le verita della fede concorsero suore e sante mistiche, dagli slanci ascetici e dai doni sovrannaturali. A denunziare la minaccia di diavoli, eretici e infedeli si moltiplicarono fenomeni impressionanti di possessione, che agitavano donne dal corpo invaso, curate dagli esorcisti con formule a meta tra sacramentali e magiche. Ed era peraltro assai sottile l'arte di distinguere l'invasione del corpo ad opera di angeli o diavoli, la vera dalla falsa o "affettata" santita.

Il libro illustra i sistemi usati per raggiungere l'ascesi, ottenere visioni ed entrare in contatto coll'aldila, mettendo a confronto i metodi proposti dai gesuiti, fondati sull'immaginazione figurativa, con quelli opposti, "quietisti" - a fine secolo condannati dal Sant'Uffizio - che privilegiavano la contemplazione facendo silenzio nell'anima.

Tra la fine Seicento e l'inizio del secolo successivo, lo stesso Sant'Uffizio pose un freno alle forme troppo vistose di santita e possessione, i cui sintomi si vollero piu miti e disciplinati. Alla meta del Settecento, infine, la medicina comincio a proporre nuove diagnosi dei segni prima interpretati come invasioni di spiriti ultraterreni, spostando l'accento sui disturbi cerebro-nervosi, eredi delle passioni subite dalla sensuale e corporea anima operante nelle estasi barocche.

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