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disegni del cavaliere Carlo Fontana sarcimento del grandioso acquedotto antico, mettendo da un canto le due cisterne che, durante il lavoro, egli stesso aveva provvisoriamente costruite presso al torrente della Fiumaretta ”. Non bastarono cento anni al Comune per riaversi dai debiti ingenti, contratti nei lavori o, ai quali con lodevole operosità soprantendevano i più chiari cittadini dell'ordine dei visconti, e più d'ogni altro degno di ricordanza ad esempio altrui il nobile Giuseppe Rocchi”. L'opera, cominciata già al tempo di Innocenzo XII, ebbe compimento sotto Clemente XI, e insieme con la data del 17o3, anno terzo del pontificato, ebbe l'onore di una medaglia bellissima, dove si vede tutto il giro degli acquedotti pei monti, ed al sommo si legge o : « Berrete in giubilo. » Queste provvidenze tenevano vivo il movimento della squadra, e insieme il vigore e lo studio degli ufficiali. La nuova Capitana, chiamata dal nome del pontefice san Clemente, faceva le prime prove alla presenza del Corsini tesoriero, e del D'Aste presidente delle armi; e la squadra allestivasi alla crociera. Promosso il Rasponi,

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, continuava il ri

or CARLo FoNTANA, Topografia degli Acquedotti di Civitavecchia, incisa da Pietro Santi Bartoli alla Calcografia di Roma, 17o5. BIBL. CASANAT. O. I, 59. – Min. O. II, 38, prop. fin. o LABAT, Voyage, 173o, vol. IV, 261. 23 SCRITTURE intorno agli Acquedotti di Civitavecchia. Spese, cause, bilanci, sentenze. BIBL. CASANAT. Mss. X, vii, 63. o MEMORIE Mss. raccolte dall'ultimo superstite cap. Vincenzo Rocchi, passate per eredità di femmine in casa dei signori Annovazzi. – Nè anderebbe lungi dal vero chi dicesse di riconoscere le domestiche tradizioni nella stupenda condottura, compiuta alli 28 aprile 1883 per cura dell'istesso Municipio. os VENUTI, Numism. P. A. G., Atlante privato, pag. 129, n. 22:

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entrava novello capitano Bartolommeo Mascioli, nipote del veterano omonimo; e due giovani ufficiali di poppa, il cui nome dovrà crescere d'importanza per degni fatti. Dico del nobile Lorenzo Cadolini di Ancona, e del conte Balzarini di Scio, imparentato coi Mamacchi dell'isola, e coi principi Giustiniani di Roma, tutti congiunti con la real casa di Lusignano in Cipro. Indi compongo il se

guente 26

SPECCHIO

DELL' ARMAMENTO NEL 17o4.

Capitanata S. Clemente – com. Francesco M.° Ferretti, di Ancona. Padrona S. Francesco – cap. Lodovico Marcheselli, di Rimini. S. Benedetto – cap. Rodolfo Malaspina, di Ascoli. S. Pietro – cap. Bartolommeo Mascioli,

di Ancona.
Nobili di poppa: Lorenzo Cadolini, di Ancona.
Conte Michele Balzarini, di Scio.
Prov. gl.o: Giulio Pazzaglia, di Civitavecchia.

Le due feluche.

La sera degli otto di giugno lasciarono il porto e la mattina seguente presso la riva di Palo, ecco all'incontro un Brigantino di piacere, alla maniera degli antichi Panfili, sempre usati tra noi, e molto prima che ci venisse di fuori la ghiotta maraviglia dello Vacht. Pensate scafo leggero, poppa dorata, vele candide, camere di lusso,

26 RAGGUAGLIo breve e distinto della navigazione delle galere pontificie l'anno 17of. BIBL. CHIGIANA, M. V, Iv, n. 17.

tappeti, velluti, cristalli. I villeggianti di Palo vengono con quello a visitare la squadra. Sono i due ambasciatori di Venezia e di Bologna, il cardinal Rubini, i principi Odescalchi, gli amici, le signore, e i cavalieri romani, intorno al Ferretti, montano sulla Capitana: e lasciano splendido rinfresco ai marinari ed ai rematori, quattro botti di vino. Derrata esotica nel paese degli Yachts. Le salve del castello di Palo, ripetute mano mano dalle torri seguenti, echeggiavano ancora sulla marina, quando succedevano le risposte dei fortini di Anzio, dove altre brigate ed altri piacentieri convenivano col cardinal Panfilio, con la principessa donna Laura, col principe don Girolamo Altieri, e con tanti altri signori delle ville vicine. Scendo a questi particolari, perchè la storia deve rappresentare tali i costumi dei tempi, quali essi furono, quando i nostri maggiori dovunque, con Dante mettevano insieme cortesia e valore ”. Proseguendo alla seconda parte, visiteremo l'isola Palmajuola, e quindi Ponza, possedute allora dal duca di Parma. Virando in poppa, cercheremo Gianutri, il Giglio, Montecristo, la Pianosa, l'Elba: e chiameremo all'obbedienza ogni naviglio, anche dei maggiori di quaranta e di cinquanta cannoni; siccome allora, fossero pur di traffico, costumavano portare i vascelli per difendersi da pi rati e da corsari. Niuna notizia di barbareschi: anzi nè meno si trovò più al solito tugurio il notissimo Romito di Gianutri, senza che altri possa dire se egli sia stato morto, o menato via. Anderemo adunque di là in Africa, poichè possiamo lasciare sicurezza di qua. Avanti, alla Tavolara, alla Galitta, a Biserta, alla Serra, ai Dufratelli, al Cimbalo, alla Pantelleria, alla Lampedosa cacciando i nemici da ogni

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parte infino a capo Bon. Battuta in terra la cavalleria beduina, predata alla riva una saica da venti cannoni con tutto il corredo, preso un brigantino egualmente da'fuggitivi derelitto, combattuta e sottomessa una fusta con trenta tunisini: tutta bella gente. Avremo la quarantina al ritorno, e il riposo alla fine dell'anno ”.

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VI. – Sullo stampo medesimo il lettore modelli da sè il quaderno delle navigazioni successive, e lasci a me la cura di arrògere ciò che altrimenti niuno potrebbe pensare. Bozzetti brevi per ciascun anno, finchè non mi ridesti da lungi la tromba ottomana. Principiano i decreti disciplinari (17o5), intorno alla guardia delle torri, e al trattamento delle ciurme ”. Rifioriscono i ricchi guadagni dei noli (17O6). La bandiera neutrale, rispettata da tutti i belligeranti, e la forza della squadra, allettano i mercadanti, massime al trasporto delle seterie siciliane, e delle merci preziose. Il merito del Ferretti, riconosciuto oramai da tutti, riceve il suggello della gran Croce e il priorato d'Inghilterra dal consiglio supremo dell'Ordine o. Similmente l'assentista Felici per la buona amministrazione ottiene doppia proroga di otto anni o. A tutto marzo 1715. Pestilenza fierissima in Africa (17o7). Interdetta la corsa per quelle riviere: ma non la sosta delle guardie. Se per la peste mancano i pirati, crescono i corsari per la successione. Ardentissimi quelli di Lipari, petulanti gli altri di Flessinga. Da una parte gli anglobatavi, dall'altra

28 RAGGUAGLIo cit. o EDITTO del tesoriero Mr Lorenzo Corsini - BIBL. CASAN. coll, 19 dicembre 17o5, – E i seguenti del 1o gennaio 1713, e dell'8 agosto 1715. 3o FoLIGNo, 12 nov., Io dic. 17o6. 31 STRUMENTO ecc. Atti del Tartaglia, 17 aprile 17o6.

i gallispani, in mezzo austriaci e borbonici. Ciascuno spedisce patenti di corsa contro i rivali. Il mare pieno di Magliorchini, di Liparotti, di Corsi, di Provenzani, di Fiamminghi, gli uni contro gli altri, e tutti noiosi ai neutri o. Esce il Ferretti con la squadra, e attrappa tre bastimenti di essi Liparotti (17o8). Il tribunale di Civitavecchia, decreta: Sequestro ai legni, ammonizione e congedo agli equipaggi. Poco dopo altri quattro feluconi della stessa risma vengono a cercare i compagni: salta fuori il Malaspina, e gli concia alla stessa stregua o. Dunque le istruzioni secrete delle lettere divengono pas lesi per i fatti. Se capiteranno feluconi liparotti, o simili, saranno catturati, messi i legni al sequestro, e gli equipaggi all'ammonizione, e al congedo. Ma se viceversa altri concorreranno di maggiore calibro e bandiera, cui non metta conto dare o torre troppe molestie, in tal caso andrà una sola galera, e per via di parlamento e di esortazione farà che il corsaro se ne vada, dopo salutato lo stendardo del Sovrano locale. Ondechè uditasi la comparsa di un grosso pinco marsigliese da venti cannoni e centoventi uomini all'altura di Santamarinella, usci il solo Malaspina coll'ultima galera: chiamatolo all'ubbidienza, parlamentò col capitano, espose le ragioni e gli esempi, e lo indusse ad allontanarsi, facendo il suo sa. luto di sette colpi di cannone, e contentandosi di quattro per risposta o. Il Ferretti con tutta la squadra corre a Malta, portando colà un battaglione romano di settecento fanti sotto quel don Federigo Colonna, che già tante volte è

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