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barbaresco. Niun vantaggio ai combattenti: anzi ambedue malconci dal cannone e dal libeccio si separarono. L'Oderigo però, venuto in Civitavecchia, e sentito che l'Assunta seguiva il corso verso ad Anzio, andò colà a pregare il Giustiniani di conserva contro il medesimo Barbaresco: perchè col vento e col mare di quei giorni non potea essersi allargato dalla spiaggia. Lo trovarono di fatto, e se lo presero a salvamano nella consueta cala di Ponza, mentre stava in carena, racconciandosi dei danni patiti nel combattimento e nella tempesta ”. Più splendido fatto a decoro della casa Giustiniani e della nostra marina ci accade in Anzio. Nel mio libro delle fortificazioni littoranee ho descritto la militare importanza architettonica di Astura, di Ostia, di Nettuno, e delle altre fortezze e torri alla maremma; ed ho rimesso il racconto dei fatti alla continuazione storica degli altri libri “. Ora sciolgo la fede: e ciò senza fare troppo assegnamento sugli storici municipali di quel luoghi. I prosuntuosi negligenti, e per ciò stesso detrattori pubblici del loro paese, di tanti fatti marinareschi che sono ver nuto narrando, e di tanti altri che narrerò, non sanno mai nulla; salvo il pretendere di sublimi elogi per ciascuna ciancia delle loro. Dunque a noi. La mattina del sedici di aprile 1738, giorno di mercoledi, all'alba, uscivano insieme dal porto di Anzio cinque bastimenti, diretti pel Tevere a Roma: tre genovesi carichi di grano, e due napoletani di formentone. Allarsatisi alquanto, e doppiato il Capo, ecco uscire dagli agguati due galeotte barbaresche: ecco preso il napoletano capofila del convoglio colla sua gente; ed ecco fuggire a terra tutti gli altri marinari coi palischermi, abbandonata a precipizio ogni loro sostanza ai ladroni. Gli

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anziati, la guarnigione, e quanti erano colà offesi dello smacco sul muso; e gli stessi genovesi e napoletani venuti cogli schifi a scampo, armarono subito, come seppero meglio, tre barche più acconce del luogo, e uscirono per ricuperare qualcuno almeno dei bastimenti perduti. Ma tutto indarno. I pirati col vantaggio del tempo, del vento, e dei remi, avevano portato via la preda: e poi, scesa la notte, si erano tolti di vista o. Pensi chi ha senno la maraviglia e gli applausi della gente, quando la mattina appresso, quivi stesso in Anzio, compariva coll'Assunta il capitano Giustiniani, menando seco tutti e cinque i bastimenti ricuperati; e rendeva ogni cosa ai rispettivi padroni, napoletani e genovesi. Egli, avvisato da segnali delle torri, nella notte stessa era corso sopra i ladroni: e aveali costretti non solo a rilasciare la preda, ma anche dodici persone (dieci turchi e due rinnegati), che la marinavano “. Per compimento di lieta sorte uscirono anche fuori le nostre galere: e seguendo i segnali consueti e il corso del vento, raggiunsero e presero alla Pianosa ambedue le ladre galeotte con cinquantasei turchi o. Comandavano in questa fazione il capitano Caccia, ed il nobile Alberini, di Spoleto o, i cui nomi mi conducono a ritornare sui ruoli. Niun ricordo ho più trovato del la Motta, il quale deve essere stato promosso a qualche carica militare nel contado di Avignone. Niuna menzione più mi ritorna

o3 DIARIo, 28 maggio 1738, pag. 5. o4 DIARIO, 28 maggio 1738, pag. 7. o5 FRANGIPANI, Storia, 214. – Ove è a correggersi la data, che manifesta errore di stampa evidente dal confronto delle date seguenti e precedenti. o MINIATO RICCI, Giornali di navigazione. Mss. autogr. nell'archivio dei marchesi Ricci di Roma in tre volumetti, dal 1736 al 1761. – Grazie alla cortesia del marchese Giovanni, più volte ricordata.

degli altri tre giovani ufficiali che trionfarono della Liona algerina nel trentadue. Alcun di loro sarà così passato al riposo della vita domestica, come altri alle fazioni delle milizie territoriali, e certamente il primo da crudel morbo alle più liete speranze fu rapito per morte immatura. Al contrario continua sempre a governare lo stuolo quel prode e valente cavaliero che era Papirio Bussi; coadiuvato dal suo congiunto Domenico, capitano della fanteria di sbarco. Appresso devo ripetere il cavalier fiorentino di origine, ma strettamente congiunto coi Corsini, oramai principi romani, Giovanni Caccia; terzo il cav. Miniato Ricci di Roma, ed ultimo il Cav. Costanzo Florenzi di Perugia, i quali comandavano le quattro galere, Capitana, Padrona, sant'Andrea, e san Clemente. Per ciò durava l'assento: e quest'anno si ripeteva per la settima volta la proroga al Pazzaglia, sempre più stimato e riverito in Roma e in Civitavecchia. Tra le altre novità del contratto merita essere ricordato l'articolo primo, che dice cosi o : « Perchè la ciurma ora è « piena a ribocco di schiavi turchi, si toglieranno i re«matori di bonavoglia: ed il signor Pazzaglia ne rim« borzerà la valuta a ragione di scudi quarantotto per « ciascuna persona in ogni anno. » Dunque abbiamo più numerosa la comunità degli schiavi per le continue prese: e, togliendo la sorveglianza di bonavoglia, avremo in breve la ribellione della ciurma.

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IX. – Gli splendidi fasti dell'Assunta promossero l'emulazione. Il Bonarelli nell'Adriatico, memore delle sue prime campagne nell'acque del Tirreno, e desideroso di seguire i concetti del Balzarino, ottenne licenza di ar

67 STRUMENTo e proroga ecc. dal 1 aprile 1739 a tutto marzo 1743, per gli atti del Paoletti in Roma 18 luglio 1738 – ARCH. cit., IV, 37.

mare nel suo porto due galeotte corsare per la guardia

”. Ed il nobile Giustiniani ottenne in

di quelle riviere Civitavecchia di sostituire all'Assunta un bastimento più grande, più forte, costruito a disegno pel corso, e corredato di miglior batteria, e di più ampi corridoi per numeroso equipaggio. Tre alberi latini, dodici cannoni sul ponte, otto petrieri sul cassero, quattro palischermi, ed un lancione armato di sei tromboncini alle bande, e d'un cannone da sei sulla prua. Il nuovo bastimento, messo sul cantiere in Civitavecchia, e dalle nostre maestranze costruito di quella rovere e quercia che si taglia eccellente dalle selve di maremma, in men di un anno varato col nome di san Pietro, e fornito di tutto punto, usci al corso nell'invernata dell'anno trentanove. I registri camerali segnano minutamente le spese di costruzione e corredo; ed aggiungono tutte le sottigliezze economiche alla misera paga di ciascuno, facendo passare a bordo della Corsara i soldati del presidio, ed i marinari delle galere, senza altro stipendio che della tenue giunta di pochi soldi sopra la paga ordinaria. Udiamo i documenti o : « In virtù di chirografo di papa Clemente XII delli 16 ottobre 1737 fu fatta costruire in Civitavecchia a spese della R. C. A una Barca guardacoste, con sua scialuppa, armata di n. 1 2 cannoni da 8 e di alcuni petrieri a poppa sul cassero, per ispedirla in corso alla volta di Anzio, Terracina, e Civitavecchia, a fine di impedire le continue depredazioni che si andavano facendo nella stagione invernale dai Corsari barbareschi. La larca guarnita di tutta

o ARCHIVIO DELLE FINANZE, già a palazzo Salviati. Pacco di scritture col titolo: « . 1rmamento di due galeotte corsare in A1ncona per guardare le spiaggie pontificie dell'Adriatico dal 1737 al '75/. »

o BARCA corsara detta il San Pietro e strumento di stralcio per gli atti del Castellani in A'oma. A Roii. DELLE FINANZE cit., Posizioni riguardanti le antiche guardacoste, n. 783. – Atti del Castellani, segr. di Camera.

la velatura, sartiame, alberi, munizioni, e del tutto compita, e posta alla vela, costò alla R. C. A. scudi 77o3: 37. « Fu la medesima mandata in corso la prima volta nella stagione di ottobre 1738 a tutto maggio 1739 col seguente equipaggio e soldo o :

SPECCHIO

DELL'ARMAMENTo su LLA NAVE SAN PIETRO
AL PRIMO DI GENNAJO 1739.

NUMERO TITO LO SOLIDO

I | Capitano Giustiniani, per ogni mese scudi . .

Tenente Cesare Borgia . . . . . . . . . . . . .

48 | Soldati dal presidio di Civitavecchia . . . . . .
2 | Bombardieri, item . . . . .

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I

I | Piloto delle galere, soprassoldo . . . . . . . .

I | Mastro d'ascia, item . . . . . . . . . . - - -

I Calafato, item . . . . . . . . . . . . . . . . . .

I | Barilaro, item . . . . . . . - - - - - - - - - - -
Consiglieri, item . . . . . . . . . . . . . . . . .

I | Capo timoniere, item . . . . . . . . . . . - -

I

I

I

I

2
4 | Sotto bombardieri, item . . . . . . . . . . . . .
45 Marinari, item . . . . . . . . . . . - - - - - - -
2 I Marinari di rinforzo . . . . . . . . . . . . . . .
Chirurgo delle galere . . . . . - - - - - - - - -
Cappellano, item . . . . . . - - - - - - - - - - -
Mozzo, item . . . . . . . . . - - - - - - - - - -

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Totale 132 I89

« Continuò la detta barca andare in corso ogni anno armata, negli anni seguenti da ottobre a tutto maggio di ciascun anno, fino a maggio del 1754. Cioè sino all'anno 1752 sempre con il medesimo armamento di equipaggio, poco più, poco meno, sotto il comando nei primi anni del capitano Sebastiano Giustiniani, del cav. Cesare Borgia, e del cav. Giuseppe Alberini; e negli anni 1753 e 1754 sotto il comando del cav. Gio. Ferretti e del

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